Viaggi saporiti a Locanda Corte Arcangeli

Basta chiudere gli occhi e gustare ... c'è qualcosa di più bello del viaggiare? Il banchettare.
A scapito di chi pensa che il cibo faccia crescere solo la pancia per svuotare il portafoglio, quando in realtà dietro ad ogni piatto della cucina italiana esistono conoscenze e tradizioni capaci di far crescere anche il cervello.
Per questo quindicinalmente verrete condotti attraverso percorsi del gusto riscoprendo i sapori e le loro origini, dalle terre etrusche alle rive del Po, dalle stanze degli intrighi delle cortigiane allo spiedo scoppiettante dei falconieri umbri, a stillare Sagrantino dalle botti: la storia della cucina regionale a colpi di forchetta.
Scopri il gusto di viaggiare, vieni a banchettare!
I menù a tema proposti sono a base di tartufo Nero pregiato di Norcia, funghi, cinghiale e carni pregiate, pasta fatta in casa a mano e al torchio, pane caldo sfornato al momento.
Buona Cantina con selezionate proposte di etichetta umbro-emiliane.
Ogni quindici giorni un menù umbro sfiderà a singolar tenzone un menù emiliano ... la scelta a te: nell'incontro di questa settimana potrete scegliere tra:


BANCHETTO DELLE CORTIGIANE
e
BANCHETTO DEI FALCONIERI


Aperitivo, antipasto, bis di primi, secondo e bis di contorno, dolce o sorbetto a solo Euro 30,00 escluso bevande, possibilità di menù a Euro 25,00.

Per l'esiguo numero di posti è richiesta la prenotazione contattando 0532/705052-752606, oppure 347/3590823, 348/4435041

 

I FALCONIERI


La figura del falconiere vanta origini antichissime, sicuramente il falco trova già negli Egizi una simbologia sempre presente tanto da essere incarnata dal Dio Horus, via via fino alle crociate in cui pare addirittura che i falconieri europei trovassero mediante il linguaggio della Falconeria un punto di incontro con i popoli arabi, in quegli ambiti peraltro molto più sviluppata e progredita.
La premessa di fondo è che il Falconiere comunque è una persona che oltre appartenere ad una certa fascia sociale, pratica questa disciplina con una fusione completa con la natura vivendo di quanto caccia, e seppur appartiene alle classi abbienti amante di gusti forti e di cibi semplici, in cui i profumi delle spezie fornite dalla natura vengono esaltati nella propria alimentazione, sempre accompagnata da gagliardi sorsi di Sagrantino o Rosso di Montefalco.
Seppur nobile è avvolto da una corazza dura ed invincibile che lo rende un tutt'uno con il suo falco che egli conduce con grande orgoglio. In Italia la falconeria è particolarmente legata alla figura dell'imperatore Federico II di Svezia, nipote del Barbarossa , trova un largo seguito è un motivo di forte orgoglio in Umbria, tanto da divenire emblema araldico per coloro che erano falconieri, che riportarono l'effige dell'amato animale anche nel loro casato.
Durante il Rinascimento, la falconeria era diventata tanto importante in Europa da costituire una delle materie di studio per la formazione di regnanti e della nobiltà.
I falchi stessi divennero un segno di distinzione talmente qualificanti da essere riservati a seconda della specie persone di rango adeguato: in Inghilterra, per possedere un falco bisognava essere Re,
per possedere un Falco Pellegrino bisognava essere almeno Conte, per un falco sacro essere Cavaliere e per un Falco Lanario Signore.
Donne, giovani, preti e servi non potevano andare, rispettivamente, oltre lo smeriglio, il lodolaio, lo sparviero e il gheppio.

E' la leggenda del Falconiere che attraversa i boschi dell'Umbria ancora esiste, sorge con l'alba e muore al tramonto.


LE CORTIGIANE


C'era da dire che nel Ducato Estense, riconosciuto come difensore della Santa Chiesa, la parola cortigiana assumeva semplicemente il significato di dama di cortesia a corte ma ben sappiamo che altro incarico il più delle volte ricoprivano, ed è per questo che Ferrara non può contare su centesimi o indiscrezioni.
Però dalla vicina Venezia, fiorentissima e potente Repubblica marinara lo status laico della stessa ci ha consentito notevoli curiosità ed informazioni.
Nella prima metà del '300, le cortigiane venivano obbligate ad abitare in un quartiere vicino al castello.
Alla sera, dopo la terza campana, dovevano rientrare a casa pena una multa e 10 frustate, come pure 15 frustate era la pena per avvicinare uomini nel periodo di Natale, della Pasqua e altri giorni sacri.
Non potevano frequentare le osterie e potevano girare solo di sabato.
In ogni casa c'era la "matrona", la direttrice che teneva la contabilità e pagava le tasse.
Pare infatti che nel 1509 a Venezia ne furono censite 11.164, con un gran passaggio di "foresti", ed è per questo che il fenomeno delle "cortigiane" era ben tollerato se non addirittura incentivato.
Oltre al commercio delle spezie orientali, del sale e delle stoffe, un capitolo molto importante dell'economia veneziana era costituito da ciò che chiameremo turismo.
Per creare un alibi o una giustificazione a questo fenomeno turistico la Serenissima si era accaparrata un gran numero di reliquie religiose.
Ma siccome gli uomini d'affari e i pellegrini non vivevano di puro spirito, la prostituzione fioriva.
Lo stesso fenomeno venne importato anche dal Ducato Estense, ma di cortigiane compiacenti non se ne occuparono mai le cronache cittadine.
Ritornando alle nostre cortigiane ce n'erano di due categorie: quelle di basso rango che vivevano in case malsane e che erano frequentate dal popolino e quelle d'alto rango.
Queste cortigiane erano invidiate soprattutto dalle nobildonne, schiave di mille regole, per la libertà che esse godevano e per le importanti amicizie che potevano assicurarsi.
I loro abiti elegantissimi, famose le loro chiome biondo-rossastro, il famoso rosso Tiziano, spesso si dimenticavano di mettersi i fazzoletti da collo gialli imposti dal Consiglio dei Dieci, perché fra i loro frequentatori non mancavano alti magistrati.
I loro desinari erano sfiziosi e ricercati saporiti e speziati, con paste elaborate con latte e loro derivanti (ricotta e formaggi freschi a paste filate), il sapore della zucca è molto presente, come quella innovativa delle patate appena scoperte nel nuovo continente, quale contorno allora esotico alle belle corroboranti salamine.

 

Corte Arcangeli
Via Pontegradella, 503 - (I) 44100 Ferrara (Pontegradella)
Tel. (+)39 0532 705052 - Fax (+39) 0532 752606
E-mail: info@cortearcangeli.it

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 "Turistipercasa" Bed & Breakfast